Giancristiano Desiderio

La settimana dell’illegalità: se la politica non è una diga

In politica on 12 maggio 2011 at 3:31 pm

A conclusione della settimana della legalità è stato arrestato il sindaco di Montesarchio Antonio Izzo (insieme con l’assessore ai Lavori pubblici Silvio Paradisi e altre diciassette persone e tra queste esponenti di spicco del clan camorristico Iadanza-Panella). L’accusa degli inquirenti non è delle più belle: favori in cambio di voti. Per la precisione, i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia scrivono così: “Denaro (somme dai cento euro in su per voto), beni in natura, promessa di atti amministrativi illegittimi (per il rilascio di permessi ad edificare in una zona già satura) ed altri favori ed utilità (ad esempio la dilazione dei termini di pagamento di prestiti di denaro)”. Se le accuse corrispondono a fatti veri e accertati non lo sappiamo. Per ora c’è l’accusa e bisogna rimettersi allo svolgimento del processo.

Non è la prima volta che un sindaco di un comune del Beneventano viene arrestato. Nell’ottobre del 2009 toccò al sindaco di Telese, Pino D’Occhio, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa nella gestione degli appalti pubblici. Il processo è attualmente in corso di svolgimento.

Anche nel Sannio, dunque, la legge sempre più spesso è fuorilegge mentre i fuorilegge si fanno le leggi che vogliono. La settimana della legalità organizzata da Sanniopress nasce prima di tutto dalla percezione dell’illegalità come modo di pensare e agire che sempre più spesso soppianta la legalità.

In particolare, sembra che anche nel Sannio si confermi la regola meridionale secondo cui non c’è sviluppo moderno senza sacrificio della legge, dell’ambiente, della tranquillità sociale. E’ questo, forse, l’aspetto più negativo perché capovolge quello che è un caposaldo della crescita economica e civile di una comunità: il rispetto della legge come garanzia di equità e sicurezza. Se, poi, aggiungiamo l’osservazione che la politica e l’amministrazione della “cosa pubblica” non fungono da diga o baluardo rispetto al crimine ma ne diventano invece dei vettori o dei “facilitatori”, allora, possiamo capire che non è esagerato sostenere che per la nostra terra non solo è ormai passato da un pezzo il mito rassicurante dell’isola felice, ma siamo in piena emergenza. Le forze civili sannite, compresa la stessa politica con i suoi rappresentanti più validi e affidabili, deve reagire dimostrando di respingere tanto l’idea quanto la pratica della conquista del Sannio come territorio in cui infiltrarsi o rafforzarsi controllando amministrazioni e pubblici uffici. E’ bene iniziare da subito, prima che sia arrestato il terzo sindaco in meno di due anni.

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