Giancristiano Desiderio

Archive for the ‘benevento’ Category

La Fortezza

In benevento on 22 dicembre 2013 at 12:09 pm

La maggior colpa dei dirigenti del Pd non è la politica ma la letteratura. Il simpatico e volenteroso Mino Mortaruolo, al quale auguro cento di questi giorni, ha un cognome che è più adatto al rinnovamento di un camposanto piuttosto che al rinfrescamento di un partito. I nomi sono importanti. Anche i cognomi. La direzione del Pd beneventano  – che in giro ho visto riportata nientemeno che con la maiuscola: la Direzione, come un Ente gnostico o un Politburo asiatico o uno Scaldabagno –  è tutta delbassodecariana. Stabilmente delbassodecariana ma di quella “stabilità da cimitero” di cui la stampa estera ha parlato per la legge di Stabilità del governo Letta. Il Mortaruolo per conservare bene i suoi beni museali ha scelto un luogo nella sua bella Torrecuso  – paese che, come Catullo, amo e odio –  e il luogo ha un nome che da solo vale tutto un programma tragico e comico: La Fortezza.

Ma, benedetto figliolo, dal momento che ti stai apprestando a dare vita  – si fa per dire –  ad una direzione politica imbalsamata, ti vuoi almeno accertare che i nomi, i simboli, i richiami, le allegorie se non saranno proprio di sinistra, non suonino almeno sinistri? La Fortezza richiama fin dal nome l’immagine di un fortino, di un bunker, di una trincea, di un mausoleo in cui ci si cala e rinchiude per resistere. Una sorta di mondo parallelo che raccoglie la vita che un tempo era detta “di partito” e che ora nel momento del trapasso non vuole dipartire ma si vuole eternare in una specie di eterno ritorno dell’uguale in cui tutto ciò che accadrà è già accaduto una, cento, mille volte e continuerà ad accadere sempre uguale a se stessa nei secoli dei secoli amen.

La direzione del Pd pare sia composta da quaranta membri più aggiunte varie. Un ufficio politico  – esistono ancora gli uffici politici, come le candele e i lumini –  di circa cinquanta nomi per una provincia che non a caso è la più anziana della Campania. Il Pd beneventano si appresta ad avere più dirigenti che elettori e alle prossime elezioni se non sarà sepolto sotto la pioggia dell’astensione lo dovrà al suo principale nemico  – Matteo Renzi –  e alla vecchia cara abitudine dell’elettore catto-comunista che è ordinatamente mosso dallo “spirito del gregge”. Pensate un po’: tutti questi un tempo predicavano addirittura la rivoluzione. Sono diventati tutti notai.

La Fortezza di Torrecuso sembra la Fortezza Bastiani del bellissimo romanzo di Dino Buzzati Il deserto dei Tartari. Il sottotenente Giovanni Drogo viene assegnato ad un avamposto ai confini del Regno e davanti alla Fortezza c’è una desolata pianura, il deserto dei Tartari, appunto, che un tempo fu teatro di battaglie cruenti e campali per respingere il nemico che portava minacce e morte ma, per paradosso, anche forza perché dava a tutti una ragione di vita. Ora, invece, il tempo passa dopo altro tempo già passato e nulla accade che non sia già accaduto e i militari sono vittime di se stessi, della loro inoperosità e del fascino sinistro della Fortezza che li tiene rinchiusi tra le sue mura nella disciplina del regolamento marziale e nell’esercizio della vigilanza del nulla del deserto. Ci vorrebbe un nemico per dimostrare il valore dei militari e di Drogo che avanza nella carriera solo per l’avanzare della Morte. La vita scorre via nella più completa inutilità.

La Fortezza di Torrecuso è, nel suo neorealismo letterario e cinematografico di una Benevento immobile e marmorea, il compimento perfetto del “potere inutile” del Pd di Benevento. Non è una metafora che si è fatta realtà ma, al contrario, è la stessa realtà che si è trasformata in metafora. Tutto il Pd di Benevento non è ormai più un fatto reale ma appartiene al mondo della letteratura. I suoi rappresentanti più che avere carattere sono caratteristici e caricaturali, sono la personificazione di stati d’animo, la raffigurazione di personaggi: il notabile, il sindaco, l’onorevole, il capobastone, il factotum, il mediatore. Credono di essere reali mentre sono solo finzioni sceniche di un mondo passato che non vuol passare. Sono personaggi letterari che credono d’essere uomini politici. Mentre il mondo si rinnova e incanutisce, loro sono chiusi come fantasmi nella Fortezza.

L’etnografia dei Musicalia

In benevento on 5 gennaio 2012 at 9:41 am

Il culto della Madonna Nera è diffuso nell’area mediterranea ed europea. La “madre” più nota è forse quella di Czestochowa in Polonia resa famosa dalla devozione che ne aveva Giovanni Paolo II. Ma Papa Wojtyla non rivolgeva il suo sguardo solo alla “sua” Madonna polacca ma anche alla Signora di Loreto e, in Campania, alla Madonna della Libera o Schiavottella che si venera a Moiano e che Karol Wojtyla benedisse personalmente a Roma nella Sala Nervi. “Vergine bella immacolata e degna/ di tua bellezza un Dio innamorasti/ Tu ci largisti il Re che in cielo regna/ e Madre nostra allor tu diventasti” recitano i primi versi dell’Inno moianese a questa antichissima madre mediterranea nascente forse dalle cavità del Taburno, il monte caro a Virgilio e Orazio che domina la Valle Caudina, teatro di guerra tra romani e sanniti. Se il culto per le Madonne Nere è diffuso in tutta l’area mediterranea e oltre, la devozione per la Signora della Libera ha una particolarità unica al mondo: il rito dello strascino. Leggi il seguito di questo post »

La forza di Pepe è l’opposizione

In benevento on 16 dicembre 2011 at 11:22 am

Come la forza di Berlusconi era il centrosinistra, così la forza di Pepe è il centrodestra. Ho letto la nota con cui Nazzareno Orlando e gli altri due moschettieri di Tel chiedono le dimissioni di Raffaele Del Vecchio e mi sono cadute le braccia. Si sostiene che il vicesindaco dalla tragicomica situazione nella quale si è cacciato e ha cacciato anche la città deve trarre le opportune conseguenze: aveva promesso un presepe mondiale e invece ha rimediato per Benevento una mondiale figuraccia. Ma il vicesindaco dimezzato, che è tanto bravo a fare del male a se stesso quanto pessimo nel fare del bene alla città, deve dimettersi per un motivo più preciso e più vero: perché ha dimostrato che tolto il vestito dell’Unesco, purtroppo, è nudo. Insomma, a oltre sei mesi dal riconoscimento l’amministrazione Pepe non è stata in grado, attraverso il responsabile della Cultura, di avere una politica culturale adeguata o almeno un suo convincente avvio. Niente. Leggi il seguito di questo post »

Il Natale dei padreterni

In benevento on 10 dicembre 2011 at 8:35 am

Benevento è l’unica città d’Italia che non ha ancora il presepe né un simbolo che annunci il Natale. Non c’è la grotta di Betlemme, ma tutto è grottesco. Il presepe artistico di Riccardo Dalisi è stato definito bellissimo e mondiale, ma con un costo di oltre 120 mila euro poteva mai essere brutto? Tuttavia, è davvero una cifra grottesca, non per i tanti soldi ma perché “presepe costoso” è una contraddizione in termini: il Dio-Bambino è nudo e adagiato su a una mangiatoia e riscaldato dal fiato del bue e dell’asinello. I soldi non ci sono nella grotta e i pastori e le pastorelle portano doni al Piccolo Dio che ha bisogno degli uomini per vivere. La ricchezza arriverà dopo, ma non sarà danarosa. A proposito, avvertite i re magi che, causa ritardi di delibera di giunta, l’Epifania a Benevento è stata spostata al 15 di gennaio. La città lenta è così lenta che per stare nei tempi deve cambiare il calendario. Anche quello religioso che per sua natura divina non muta mai. Leggi il seguito di questo post »

Storie di libri e di uomini

In benevento on 14 ottobre 2011 at 12:04 pm

La chiusura di un negozio non è mai una buona notizia. Se, poi, quel negozio è una libreria, allora, la notizia è doppiamente triste. Se la libreria si chiama Libreria Fiorentino e chiude a Benevento, allora,  la brutta notizia assume i tratti di una sconfitta. Non per il libraio, ma per la città. L’ultima volta che sono stato dai Fiorentino è stato qualche settimana fa. C’era un po’ di confusione, qualche scatolone di troppo, un’aria un po’ dimessa ma sempre cordiale. Ho percepito qualcosa ma mi son detto: “No, ti sbagli, stanno solo facendo un cambio di stagione”. Invece no, stavano inventariando per chiudere. Scambiai due parole  – in verità qualcosa di più di due parole –  con, credo, l’ultimo capostipite, di questa famiglia di librai e vennero fuori un po’ di cose saporite. Leggi il seguito di questo post »

Storie e leggende di Sant’Agata dei Goti

In benevento on 21 settembre 2011 at 9:33 pm

“Salve, natia, cara e mite terra/ madre feconda di pregiati pomi/centro di studi/ e d’arte antica culla!” recitano i “versi barbari” dell’ode A Sant’Agata dei Goti del santagatese Michele Melenzio. Il viaggiatore di un tempo e il turista moderno che sono arrivati fin qui, per caso o necessità, si saranno ritrovati, pur senza conoscerli, in questi versi in cui l’antica Saticula e il borgo medievale e moderno di Sant’Agata dei Goti  – che è possibile siano il medesimo luogo ed è quasi impossibile che non lo siano –  sono interpretati secondo l’arte e la cultura del genius loci. Qui Alfonso Maria de Liguori prima di essere venerato come santo fu uno studioso che dedicò la vita all’educazione del popolo e della sconfinata campagna e qui, tra il duomo e il seminario di Sisto V scrisse la maggior parte delle sue centoundici opere e, forse, anche il celebre e immortale canto natalizio Quanno nascette Ninno. Leggi il seguito di questo post »

La cagata pazzesca

In benevento on 31 agosto 2011 at 10:05 am

Quando sento parlare di Molisannio e di salvezza del Sannio affiora spontaneamente alle mie labbra la frase che il ragionier Ugo Fantozzi pronunciò dopo l’ennesima visione del film La corazzata Potemkin, prima tra l’incredulo silenzio dei colleghi e poi nel tripudio universale: “La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca”. Per carità, so bene che tra i sostenitori del Molisannio ci sono anche persone serie che all’idea hanno dedicato impegno e studio personale. Lo so bene. Ma so altrettanto bene, come lo sapete voi, che i molisanniti sono la quarta fila del sottobosco politico beneventano e il Molisannio è un aborto politico che perfino la semantica rifiuta. Se infatti, per assurdo, dovesse farsi il Molisannio, sarebbe prima di tutto la regione italiana con il nome più brutto e  – per stare in tema –  cacofonico. “Salve, Piemonte!” canta Carducci, ma lo può fare perché i nomi delle regioni italiane sono belli: Lombardia, Toscana, Calabria e perfino là dove ci sono due o più nomi a nessuno è mai venuto in mente di unirli in un obbrobrio. Leggi il seguito di questo post »

Tutto il resto è noia

In benevento on 29 agosto 2011 at 8:44 am

Sulla Provincia che non ci sarà più e il Sannio che non c’è ancora o sulla certezza di ieri e l’incertezza di domani sono state dette tante cose: alcune chiare, altre poco chiare, altre confuse. Tutte, però, utili perché hanno contribuito a porre quella che possiamo chiamare “questione sannita”: esiste un territorio non piccolo ed omogeneo che può legittimamente aspirare ad una rappresentanza politico-istituzionale regionale. Vale la pena schiarire questo concetto come vale la pena osservare un cielo nuvoloso che poco per volta si schiarisce e diventa azzurro. Le cose da chiarire sono essenzialmente tre: il Molisannio e i partiti; il Sannio e Sanniopress; la borghesia beneventana e la Provincia. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »

Il rivoluzionario in poltrona

In benevento on 19 agosto 2011 at 5:55 pm

Perché si possono tagliare le pensioni, si può aumentare l’Irpef e non si possono toccare le province? Perché si possono chiudere ospedali, si possono accorpare scuole e non si può toccare la Provincia di Benevento? Perché si possono chiudere aziende, perdere posti di lavoro ma non si può rinunciare a una giunta provinciale (che, in realtà, sarebbe semplicemente aggregata e integrata con un altro ente)? Nel momento in cui il Pd si appresta ad avanzare la proposta di dimezzare il numero di deputati e senatori, il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, annuncia nientemeno che la disobbedienza civile perché il governo ha deciso di abolire gli enti provinciali con meno di 300mila abitanti. Uno sproposito. Leggi il seguito di questo post »

I Longobardi? Inventarono il pallone

In benevento on 8 luglio 2011 at 7:38 am

I Longobardi? Non solo barbari, non solo guerrieri, non solo fondatori del regno d’Italia ma anche grandi calciatori o comunque inventori della parola palla nel senso di sfera, pallone, “cosa che rimbalza”. L’Unesco, che ha riconosciuto i siti storici dei discendenti di Alboino, da Cividale del Friuli a Benevento passando per Spoleto, patrimonio dell’umanità, forse ha valutato anche questo particolare giocoso non irrilevante? Può darsi. Sta di fatto che a Benevento la “notizia sportiva” non può essere ignorata. Leggi il seguito di questo post »